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Per un divertimento con meno plastica!

Le materie plastiche sono onnipresenti. La loro produzione è esplosa nel giro di poco tempo, raggiungendo oggi i 340 milioni di tonnellate annue. Una cifra che potrebbe quasi quadruplicare entro il 2050.

Mentre la plastica e gli imballaggi sono parte integrante dell'economia globale e offrono molti vantaggi, combinando ineguagliabili proprietà funzionali al basso costo, la loro catena del valore, basata sull’usa e getta, ne causa parallelamente notevoli svantaggi; sia in termini economici che ambientali.

Il nostro sistema economico segue, nei confronti delle materie prime, quattro redditizie e nocive regole: estrazione, lavorazione, utilizzo e scarto. Il tutto in tempi e costi stracciati. Le conseguenze sono note e nefaste: dall’esaurimento delle risorse naturali alla creazione di vere e proprie isole di rifiuti. Una catena di devastazione che si è massicciamente consolidata negli ultimi 50 anni, periodo in cui la produzione scellerata, che si confà al soddisfacimento di una consumazione cosiddetta di massa, ha contributo all’ineluttabile deterioramento del nostro ecosistema.

Soprattutto nel caso della plastica, negli ultimi anni, è emersa con chiarezza la reale portata degli inconvenienti, ma ancora oggi sappiamo che in Svizzera solo il 25% viene riciclata.
Il resto è incenerito oppure esportato.

Fortunatamente, sempre più imprese e governi stanno riconoscendo la necessità di ripensare il sistema delle materie plastiche. Da una parte, alcuni interventi politici mirano a creare o inasprire le normative in materia; si pensi alla decisione dell’UE di vietare la produzione di plastica monouso. Dall’altra, anche alcune imprese si stanno mettendo in moto, transitando verso tecnologie più appropriate e conformi a un’economia del recupero (come Fater Spa, che possiede il primo impianto in grado di riciclare al 100% assorbenti e pannolini usati).

In un mondo che sta raggiungendo i 9 miliardi di persone e in cui la concorrenza per impadronirsi delle ultime risorse sarà sempre più spietata, la selezione naturale favorirà chi sarà capace di adattarsi al cambiamento. Un cambiamento che oggi è ancora una scelta, ma domani diventerà una necessità.

I Giovani Verdi identificano nella petizione di WWF Youth un intervento concreto e fattibile, per questi motivi lo sostengono. Secondo i proponenti della petizione “il divertimento può essere ecosostenibile” e pertanto chiedono al Cantone e ai Comuni ticinesi di incentivare l’utilizzo di stoviglie riutilizzabili durante sagre, open-air, concerti e carnevali. Lo scopo, oltre a ridurre lo spreco di plastica, è quella di dare agli eventi un’impronta più ecologica e diminuire i costi per lo smaltimento dei rifiuti. Un sistema che funziona. Per esempio, l’edizione 2019 del Carnevale Nebbiopoli (Chiasso), ha già implementato il sistema riutilizzabile diminuendo dell’80% i rifiuti, così come i costi per la gestione degli spazi pubblici e la relativa pulizia.

I Giovani verdi vi invitano quindi a firmare la petizione "per un divertimento ecosostenibile” ma ricordano che va rimesso in discussione il sistema del consumismo (di cui la plastica è la principale promotrice) per poter risolvere il problema alla fonte.

Per firmare la petizione clicca qui